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La nuova via al Paradiso

Firenze - Battistero di Firenze, Piazza del Duomo

Cinque metri e venti, otto tonnellate di magnificenza ricoperta d’oro tanto da far esclamare a Michelangelo: “Elle son tanto belle che starebbon bene alle Porte del Paradiso”, La Porta capolavoro di Lorenzo Ghiberti torna visibile al pubblico dopo 27  anni di giustificata sottrazione alla vista ammirata dei milioni di visitatori, lunghi anni di minuzioso restauro per ridarle lo splendore originale , la luce di puro oro che batte sul finissimo cesello.

Già Nel 1943 la Porta fu rimossa per proteggerla dai bombardamenti e dai tristi eventi della guerra per poi essere ricollocata e pesantemente danneggiata dalla terribile alba di alluvione che destò Firenze nel 1966.

Ci volle la  coscienza di una era contemporanea  e il grande aiuto di un solo uomo dal lontano Giappone, paese da sempre amico delle belle cose italiane,  per  attuare il grande progetto di una replica da calchi originali, con la stessa tecnica di doratura usata sull’originale.

Era intriso di un grande spirito di stima, fiducia e collaborazione reciproca il rapporto fra Aldo Marinelli, storico fonditore e proprietario della centenaria Galleria Frilli, ed il mecenate Choichiro Motoyama, businessman tra i più potenti del Sol Levante, primo importatore del lusso made in italy e grande estimatore dell’arte rinascimentale fiorentina.

Fu così che la Galleria Frilli avviò quello che nella sua storia moderna rimarrà come il capitolo più importante ed avvincente: la messa in opera dell’unica vera replica dai calchi originali del Professor Bruno Bearzi, delle Porte del Paradiso, che oggi risiedono sul lato est del Battistero di Firenze volte a guardare la facciata del Duomo.

In cambio il nome di Motoyama, uomo chiave senza il quale nulla sarebbe accaduto, osiamo dire nemmeno il restauro del capolavoro originario, ebbe l’immortalità: il nome inciso sulle repliche a perenne memoria dei posteri per la sua grande azione di sponsorship.

Un uomo che finanziò per intero la fusione delle repliche sostitutive dell’ originale, un uomo che dona nuova vita, un nuovo volto ed una nuova grazia alla città di Firenze e che per Firenze realizzò un sogno, quello di poter mettere in sicurezza il capolavoro del Ghiberti e di vederlo dopo 27 anni restaurato in tutta la sua magnificenza ed il suo splendore.

 L’originale porta dorata verrà definitivamente collocata nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore ospitata in una speciale sala espositiva che mira a ricreare l’ambientazione di Piazza del Duomo e dove in un futuro quasi immediato si collocheranno le altre due Porte del Battistero: La Porta nord dello stesso Ghiberti e la Porta sud del Pisano.

La sostituzione ed il restauro delle due opere saranno questa volta finanziati da un’ associazione di nuova costituzione.

Come più di venti anni fa, forte della passata esperienza, la Galleria Frilli dirigerà nella propria fonderia il delicato lavoro di replica, avvalendosi questa volta non più di calchi dall’originale, come nel caso delle Porte del Paradiso , introvabili e non più attuabili per motivi di tutela dei capolavori stessi, bensì di più nuove ed avanzate tecnologie per l’acquisizione dei calchi attraverso l’utilizzo di scansioni laser in 3D sulla Porta originale.

Il prossimo capitolo verrà scritto a Novembre di quest’anno quando la Guild of the Dome, G.O.D., verrà ufficialmente presentata alla stampa e si darà inizio ad una nuova era di mecenatismo internazionale e di corporazioni dell’arti fiorentine  per tutelare uno dei più grandi siti al mondo patrimonio UNESCO.